
No, non sono impazzito.
Sono lontano da quell'esperienza generazionalmente l'ho sfiorata, conosciuta e la condanno.
Però stasera a cena se n'e' parlato.
Sono giorni che lavoro 14 ore al giorno, stasera mentre preparavo un documento per uno sciccosissimo progetto di comunicazione per turisti ricchi facevo supporto lavorativ-psico-affettivo ad una colleguccia che domani ha una presentazione per un altro progetto made in MMAX con dei clienti francesi stracciacazzo.
Alle 9 abbiamo mollato il colpo e siamo andati a mangiarci"un bel sushi" in uno storico nippo milanese [semideserto, non ho potuto fare ameno di pensare che la storia di
Aleksandr Livitnenko abbia inciso sulle menti più deboli.
Insomma la classica cena tra colleghi-amici prima di andare a nanna [lei] e cazzeggiare un po' con questo blog [io].
Cena leggera, caffè, chiacchiere.
Chiacchiere che son durate fino a mezz'ora fa quando sono rientrato.
Dal racconto di lei, bambina a Forte dei Marmi, che vede scacciare dal padre comnista il figlio, estremista di destra e ricercato [e poi scagionato] dopo la strage di Bologna...lunga discussione sull'estremismo rosso e sulle
Brigate Rosse.
No, non di quei cazzoni sociopatici dell'omicidio D'Antona e Biagi...ma della storia che va dall'omicidio di
Mara Cagol al massacro della Colonna Genovese da parte dei carabinieri del Generale Dalla Chiesa, dalle Leggi Speciali ai processi farsa come quello a Panzieri.
Dei crimini commessi dalle Brigate Rosse conosciamo tutto [questo blog non ha mai creduto a "Grandi Vecchi" e dietrologie varie] meno conosciamo
dei delitti dello Stato contro l'estremismo di sinistra [e non solo contro le BR]. E' una storia che qualcuno che "non c'era" in quegli anni prima o poi dovrà scrivere.
La storia di ciò che scrivevano nei loro
"deliranti comunicati", l'ha già riscritta la magistratura nelle inchieste sulle
Stragi di Stato,
P2 e
Tangentopoli .