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domenica, 29 aprile 2007

Girls Just Want To Have Fun

L'anno era il 1984, lei era Cindy Lauper

postato da: bloggoanchio alle ore 16:31 | permalink |
tags: musica
|

Compiere gli anni, festeggiare, ricevere regali.

Venerdi' scorso è stato il mio 42esimo genetliaco.
Celebrare le feste, in senso assoluto, è un'abitudine che non ho mai preso: per tradizione familiare laica le feste cattoliche non sono mai state festeggiate, quelle ebraiche le ho recuperate solo da un lustro limitandomi ad Hannukkah, Pesach e Kippur.
Quando ero convivente/sposato, poi, venivo regolarmente deportato da mia moglie a Natale/Pasqua a Bedrock [Campobasso] dai Flintstones [i suoi parenti] e, per non ferirla, mi dovevo brutalizzare per dissimulare partecipazione a delle magnate monumentali condite regolarmente da psicodrammi familiari in pieno stile "Pupi Avati".
Un vero tormento.
Nella non-tradizione prima e ne "l'amorevole imposizione" poi  ho sempre identificato il giorno del mio compleanno come l'unica festa realmente mia.
Per anni ho, quindi,  tormentato tutti i miei amici con atteggiamenti ai limiti, se non oltre, del maniacale obbligandoli, oltre che alla presenza se non a fronte di gravi malattie/lutti/cataclismi,  a prostrarsi ai miei desiderata e a svenarsi per suntuosi regali .

Quest'anno, nello sbigottimento generale dei miei affetti, ho tenuto un atteggiamento normale verso l'evento.
Poi, certo, ho molto apprezzato la bicicletta Rossignoli Rossa stra-fighetta con sellino Brooks e customizzata per lo spupazzo di MMatteo, o la bottiglia di Krug Gran Cuvée immediatamente castigata, o ancora tutto il necessaire [tavolo/sedie/piante] per sistemare e rendere abitabile il terrazzo della mia casa in vista della bella stagione e sono anche certo che apprezzero' anche gli altri regali che riceverò via via nei prossimi giorni...ma senza quella componente ansiosa, ansiogena  e vagamente punitiva di quel complesso di altrui imposizioni rituali chiamate "feste" .

Non male, affatto.
postato da: bloggoanchio alle ore 10:50 | permalink |
tags: amarcord, cazzeggio, cose mie
mercoledì, 25 aprile 2007

[25 aprile] Bilancio della giornata

Insperato per la prima uscita.
A parte i tre coglioni in San Babila,ma con una solidarietà direi sbalorditiva in quel contesto, qualche  applauso spontaneo in vari momenti e, molto confortante, aggregazione spontanea dietro lo striscione.

La percezione complessiva, in un momento altamente simbolico che per anni ha visto il tripudio della retorica delle ragioni de "L'altro" e di slogan idioti è che la sinistra italiana si stia ponendo il problema del Medio Oriente nella giusta prospettiva e con grande ragionevolezza.

Molto, molto incoraggiante.
postato da: bloggoanchio alle ore 21:15 | permalink |
tags: politica, sinistra, cose belle

[25 aprile] Dialogo silente tra un Sinistro per Israele e un Bordighista

Esterno - Giorno - Piazza San Babila
N° 3 idioti bordighisti [la scuola politica di Saletta per capirsi] urlano "Assassini" al passaggio dello striscione di Sinistra per Israele.
I partecipanti al corteo intorno, solidarizzano con noi e ci applaudono, urlando ai rosso-bruni "Democrazia! Democrazia!"
Io mi paro in silenzio di fronte al più ululante dei tre a pugno chiuso, mi pianto un'espressione spenta e lo fisso negli occhi.
Il rosso-bruno abbassa lo sguardo, ovviamente.
postato da: bloggoanchio alle ore 21:14 | permalink |
tags: cialtroni, antisemitismo, antisionismo

[25 aprile] Dialogo tra una cronista mediaset e un Sinistro per Israele

Esterno - Giorno - Corso Venezia
Lei è bionda, accompagnata da un cameraman.
Si avvicina al Sinistro per Israele nella persona di questo onorevole blog

Lei - Ma quelle teste di cazzo dei centri sociali dove sono?
Io, innervosito ma sorridente - Qui dietro.
Lei con espressione allarmata - Oddio dietro dove?
Io guardandola malissimo- Dietro il nostro striscione, tra i nostri ci son anche loro.

Lei si allontana con disappunto.
postato da: bloggoanchio alle ore 21:12 | permalink |
tags: cialtroni, destra, cose innervosenti

Una mattina mi son svegliato...

Oggi andrò al corteo del 25 aprile, il dove e come è nel post qui sotto.
E' strano, ogni 25 aprile ha sempre avuto dentro di me un significato simile ma mai uguale.
In passato ci sono andato per contrapposizione, a volte per retorica, a volte per abitudine altre volte ancora  per puro dovere.
Questa volta andro' con grande convinzione, per memoria intima e familiare.

Andò per mio padre che, aviatore da caccia della RAF, contribui' alla Liberazione; andrò per il mio patrigno, che resistente con Giustizia e Libertà venne deportato; andrò per la sorella di mia nonna, che scomparve durante la deportazione verso la Germania;  andrò per mio zio Ralph che, rientrato clandestinamente a Roma poco prima della Liberazione e all'insaputa di tutta la sua famiglia, svolse un misterioso  compito per l'OSS.

Andrò per quel concetto di Resistenza che sottintende all'etica del dubbio verso il senso comune indotto dei regimi , più o meno democratici che siano,  quel concetto di Resistenza che si oppone alla prevaricaricazione del legittimo sentire delle coscienze degli individui.

Di una cosa sono certo: non andro' per questa Italia repubblicana che fece scempio nella sua prassi politica del sacrificio dei molti e che oggi sempre di più  diluisce la memoria degli oppressi con quella degli oppressori.

Già, il mio 25 aprile è un fatto privato.
postato da: bloggoanchio alle ore 10:58 | permalink |
tags: amarcord, memoria, sentimenti, cose mie, umanità, amarezza
martedì, 24 aprile 2007

Sinistri per Israele

logo2Volete stare dietro ad uno striscione difficile?
Mercoledì 25 aprile, l'appuntamento è alle 14.45 in  corso Venezia  angolo via Palestro: è l'angolo con uno dei cancelli di ingresso ai giardini pubblici.
Astenersi destri e perditempo

Il soviet supremo
domenica, 22 aprile 2007

L'amico ri-ritrovato

Qualche volta uno ha il privilegio di conoscere il proprio alter ego.
Io ho avuto questo privilegio, molti anni fa, al liceo classico Virgilio a Roma.
Vi risparmio i particolari raccapriccianti su somiglianze fisiche, identico modo di parlare, anomalie familiari simili, stesso senso dell'umorismo, stesso occhio tenero sulla vita, stessa durezza verso certe umanità, stesso confuso mezzosangue giudeo, stessa tessera della FGCI.
Vivevamo in pieno centro, io in via Monti della Farina e lui a via dei Banchi Vecchi, facevamo una gran vita di sezione e la sera frequentavamo assiduamente il Bar San Calisto assieme a tanti altri fanciulli della buona borghesia illuminata di sinistra romana che giocavano , allora come ora, a frequentare le ultime fila della malavita di quartiere che faceva campo base in quel posto.
Una relazione parassitaria in cui noi ci sentivamo tanto alternativi loro ci "proteggevano" tipo ritrovando i nostri costosi motorini rubati e ci vendevano il fumo prima e la coca poi.

Io e lui eravamo buoni, amiconi di tutti tranne che di noi stessi e, mentre gli altri che erano meno buoni di noi e meno amiconi di tutti negli anni costruivano la loro vita, iniziammo a marcire in quella palude che era la vita notturna trasteverina dell'epoca.

Pur partendo da sofferenze molto simili nel tempo reagimmo in maniera sempre più diversa: lui inizio' una deriva con l'alcool e cocaina e io ad accumulare una rabbia infinita, sempre più insofferente per  l'ipocrisia di quell'ambiente che in qualche misura ci cannibalizzava.

Sbottai e diventai quindi un redskin rigettando tutto e tutti, comprese quelle umanità ipocrite  fatte da giovani borghesucci sinistronzi e pusher interessati.
Lui non comprese pur essendo di un'intelligenza straordinaria e , rimanendo in saltuario contatto dato l'affetto reciproco,  perdemmo parallelamente  il nostro quotidiano.
E mentre lui si disfaceva io partii.
Stetti via un paio d'anni tra UK e USA e quando tornai ero libero da quella rabbia ma i miei amici erano ormai un gruppazzo di skinhead attempati.
Avevo fatto una scelta dura e il mio mondo pre-skin aveva risposto in maniera altrettanto dura.
Trascinai per qualche tempo questa vita che non mi apparteneva più, mi "normalizzaii", trovai un lavoro
e, grazie ad esso, ripartii nuovamente, questa volta a zonzo per l'Italia.
Approdai a Milano..e qui tra studio e lavoro ho costruito le mie 4 cose, nel bene come nel male.
Tutte le volte che tornavo a Roma andavo al San Calisto senza manco avvertirlo, certo di trovarlo, e lo
trovavo.
Ogni volta sempre più sconnesso alla sua generazione, con le amicizie storiche sempre più sfilacciate che non riuscivano a sostenere il suo randagismo e con nuove frequentazioni raccattate in quella palude in cui era rimasto che andavano e venivano, sempre piu' preso da una frenesia dissipatoria che gli ha fatto bruciare un piccolo patrimonio immobiliare ereditato dal padre.

Eppure parliamo di una persona di rara intelligenza, bontà, sensibilità, cultura, forse uno dei piu'  attenti e intelligenti lettori che abbia mai conosciuto.
Ma con un dolore dentro incommensurabile che lo sdoppiava...che lo portava ad anestetizzare con alcool,
droga ed eroici, quanto fasulli, racconti di scopate e risse.
Racconti mai uguali a loro stessi ma a cui fingevo di credere per non destabilizzarlo.
Io ero altrove e non avevo il diritto di dare lezioni.
Poi l'inevitabile, ovvero un paio d'anni fa mentre io ero molto preso per un cumulo di problemi, la madre l'ha fatto semi interdire grazie ad una nuova legge pensata per casi simili.
Nel suo impazzimento si mise in testa che io avevo aiutato la madre in questa operazione e litigammo  ferocemente. Ero cosi' addolorato per questa sua dissociazione che gli faceva rappresentare una situazione assolutamente non vera che reagii come una belva.

Oggi suona il telefono, è lui.
Cicca clamorosamente il mio compleanno venturo di una settimanella scarsa, lo ragguaglio velocemente su separazione e vicessitudini varie, cazzeggiamo.

Sembra stare molto meglio, parla di risparmi in banca e di lavori in casa, un giudice ora lo amministra per cui le economie dei baristi di trastevere e i pusher del momento devono essersi notevolmente ridimensionate.
Ha un golden retriever e mi ha chiesto di scendere giu' con MMatteo che non vede da quando era strapiccolo.

Al cuor non si comanda, ci insegna la retorica dei proverbi e da come mi sento pare anche se si ama un antico amico sgangherato.
Al piu' presto scenderò a Roma con MMatteo.
sabato, 21 aprile 2007

Una grande vittoria politica

La mozione MMAX , seppur nel suo complesso minoritaria, ha  riscontrato un grande successo al congresso DS.
Ora un grande interrogativo politico si pone alle masse attratte dalla mia proposta ovvero: Che cazzo facciamo?
Bertinotti vuole fare una specie di minestrone libertario con soffritto socialista.
Boselli ha recuperato alcune salme craxiane per riportarsi in casa il nome Partito Socialista.
Mussi ancora sta facendo mente locale.
Angius s'e' dato altri 10 giorni.

Questo blog si gratta perplesso la zucca afflitto da una sorta di horror vacui politico.
postato da: bloggoanchio alle ore 15:38 | permalink |
tags: politica, sinistra

Young Rebel, Old Reactionary Daddy

Dennis_The_Menace
Il mitico Dennis the Menace

MMatteo in queste ore è a gestione materna.
Sorvolo sull'ennesimo tentato parricidio: l'altro giorno mi ha abbracciato e mi ha detto "Papà io ti vojo un sacco di bene! E poi assomiji a orso Baloo".
Io che effettivamente mi sento con lui goffo  come l'orso Baloo con Mogwli a momenti stramazzavo morto in un mix di risa, tenerezza e commozione.

Poi la doccia fredda,  ieri sera ricevo una telefonata dalla madre disperata perchè aveva tirato fuori un repertorio di ribellismo che era partito da una resistenza passiva modello "Fragole e Sangue" nella scena finale per non rientrare a casa dalla passeggiata  e conclusosi con uno strip integrale seguito da una performance di bodypainting coi pennarelli.

Lei poveraccia completamente basita, io imbelvito.

Va detto che siamo abituati bene, dato che l'animalozzo è un bimbo vivace ma mai capriccioso in senso stretto.
In tutta onestà non ho in mente un capriccio degno di questo nome da quando è nato, come ho scritto in passato, come contraltare alla sua intelligenza vivace oppone, nella rivendicazione bambinesca, i suoi piccoli argomenti.

Con me di solito fila, perchè ha ben capito che per me la genitorialità non è un istituto democratico e che essere il suo papa' non vuol dire essere suo amico.
La mia tecnica è "sei sei buono papa' è buono, se sei cattivo papa' è cattivo", da questo non derogo mai e il nano, essendo furbo come una faina particolarmente scaltra, si è adattato velocemente a questo statuto.

Con la mamma è diverso, lei è molto piu' complice e creativa nel suo relazionarsi a lui, indiscutibilmente molto più tenera di quanto non sia io...e la carognetta, che inizia a percepire il bisogno di "definirsi nel mondo con prove di forza", già in passato le ha fatto passare qualche momento difficile.

Stavolta però ha superato un limite anche tenendo conto dell'età e della fase che sta passando.
E ora sono gran cazzi suoi.
Per cui salta la gita all'Acquario di Genova per cui spasimava.
Come rientra a mia gestione, si beccherà  un processo staliniano per capire se c'e' un problema reale alla base di questo ribellismo crudele verso la mamma.
E se papa' Zdanov , reprimendo l'indole bonaria da orso Baloo, deciderà che problema non c'e',  MMatteo entrerà in un sistema di regole draconiano fino a che non avrà compreso nel suo piccolo che un'intelligente tenerezza materna va rispettata, valorizzata e non abusata.

Come disse il mio mentore politico, il compagno Giuseppe Bottazzi aka Peppone, al compagno Straziami che aveva inopinatamente accettato i pacchi dono del programma Marshall: Comunismo è disciplina!

E anche il piccolo MMatteo non sfuggirà a questa grande lezione di vita.
postato da: bloggoanchio alle ore 14:53 | permalink |
tags: infanzia, paternità, mmatteo
venerdì, 20 aprile 2007

Andando per paludi a collezionar farfalle e coccodrilli

trap_sketch-400
Dato che questo blog continua ad essere molto grezzo, per quanto possa fare degli sforzi monumentali in  direzione dell'immaginario dell'altro non arriva ad andare oltre a queste metafore:
La farfalla è un significante lieve che può però fare migliaia di kilometri, il coccodrillo è quel significante primitivo, uguale a se' stesso da milioni di anni,  stanziale, è la crudeltà dei fatti.

Poi esistono degli errori di metodo
Se si usa troppo il retino delle farfalle , come fa miguel, il coccodrillo, la crudeltà del reale, non si contiene e perpetua il suo ruolo omicida.
Se si usa troppo  il retone per il coccodrillo, come faccio io, la farfalla, il significante lieve sfugge tra le sue maglie troppo larghe e vola via.

Ma questo non significa necessariamente che ci sia una volontà assassina da un lato o di non comprensione dall'altro.

Per cui dopo sette lunghissimi post sul Dâr Fûr, per questa mia ostinata volontà di "capire l'altro", imbraccio goffamente il retino per le farfalle e leggo qui.

La mistificazione del Darfur non sta nell'orrore che si vive lì, ma nell'immaginario mediatico occidentale.


In mezzo ci racconta molte cose interessanti e chiude dicendo

Tutto questo temo che sia perfettamente incomprensibile a chi si interessa al Darfur solo per dare addosso al proprietario del negozio di kebab sotto casa.

Con qualche diottria in meno per la lettura dei sei precedenti post affermo: giusto, sono d'accordo è un utilizzo strumentale e rivolto ad una prospettiva non pertinente e deprecablie.

Pero' mentre si disquisisce arrivando a delle giuste conclusioni il coccodrillo si muove liberamente, e se ci si limita ad acchiappar farfalle, se si è in grado di acchiappar farfalle, per quanto poco estetico forse si ha una capacità maggiore di altri di contribuire a contenere credibilmente il coccodrillo.

Miguel, il retone per il coccodrillo quindi te lo presto volentieri...hai anche un utile schema li' in alto, ma finché non lo usi non puoi neanche avvilirti se chi legge in te un relativismo molto ben argomentato e reagisce con maggiore [io] o minore [i castrucci xenofobi] buona fede .

Retini e retoni sono due strumenti del sapere imprescindibili, di pari importanza, che hanno un senso nella reciprocità e nella cooperazione.

Se non li si adotta entrambi con onestà intellettuale e politica le farfalle voleranno troppo lontane e i coccodrilli di riprodurranno in eccesso.

Per cui ad abbracciare un po' di etica del dubbio sul nostro metodo, credo che possa servire.

Addenda per medici veterinari azzeccagarbugli albanesi
Chiaramente nessuno pretende di modificare la realtà partendo da questi piccoli blog. Ma nel bene o nel male, nel loro piccolo, sono luoghi dove alcuni  padroni del vapore [ovvero noi occidentali] costituiscono le loro opinioni. Per cui almeno noi che non abbiamo padroni di sorta ,se non i limiti che ci imponiamo,, qualcosa la possiamo fare in questo senso.
postato da: bloggoanchio alle ore 23:31 | permalink |
tags: amarezza, altri blog, capire l altro

Gente che ragiona

Noi Musulmani e Ebrei Laici*

Emanuele Fiano
Khaled Fouad Allam

Lettera al Pd

Proprio nei giorni in cui il congresso dei Ds oggi e quello della Margherita da domani, daranno avvio al processo costitutivo del Partito Democratico,noi sentiamo il bisogno di porre all'attenzione del dibattito una questione centrale, che riguarda il tema di come far convivere una società molteplice,plurima, interculturale, con una diffusa esigenza di riconoscimento diradici e identità forti di appartenenza. È il tema  che viene toccato anche nella proposta di manifesto del Partito Democratico, laddove si citano le radici cristiana e illuminista come matrici culturali del nuovo partito.

Questa definizione non può soddisfare la nuova dimensione plurale delle culture presenti e costitutive della società italiana.
È questo un tema che riguarda l'analisi attuale della nostra società, ma anche una dimensione globale di questo problema; come tradurre politicamente l'eterogeneità delle culture, dato costitutivo delle nostre società, come mantenere la coesione in una democrazia plurale e come affermare la democrazia ovunque nel mondo, da Gerusalemme ad Algeri a Roma, da Mosca a Pechino. Senza ripercorre gli errori della visione che ha affermato lo scontro di civiltà.
Siamo consapevoli di quanto difficile sia tutto ciò; tradurre politicamente, in un tempo di transizione per le forme e i contenuti della politica, la coscienza di una nuova dimensione culturale. È ciò che Alexis de Tocqueville descriveva ne L'ancien régime et la révolution: «Non essere più nel prima, vale a dire nella società già passata, ma non essere ancora nella società futura».
Il nostro tempo e il nostro nuovo partito richiederanno anche questo sforzo, la formulazione di un nuovo concreto universalismo, capace di abitare la terra intera, e di rappresentarci tutti.
Le lotte nel mondo del XXI secolo, siamo convinti, si svilupperanno nel segno della costruzione della democrazia, oppure non saranno, e al centro di queste lotte ci sarà sempre il tema della convivenza tra radici diverse.
Il nostro Parlamento per la prima volta nella sua storia accoglie parlamentari di culture e fedi diverse, insieme. È già il segno di un'Italia che cambia.
In quanto ebrei e musulmani e difensori della laicità della politica, ci sentiamo parte trainante di questo nuovo processo, di questo compito per il Partito Democratico, certo non facile ma decisivo.
Deputati dell'Ulivo