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giovedì, 31 gennaio 2008

Il piccolo guastafeste bronchitico

morticino
Un paio di settimane fa
"Papà quando andiamo ancora sulla neve che sciare mi piace tanto, tanto?"
Io, che piu' che un retropensiero in quel momento ho ancora un dolore al retro causa di una culata terrificante l'ultimo giorno della settimana bianca, dissimulo stupita gioia.
"Ma dai? MMatteo ma t'e' piaciuto cosi' tanto?"
"Si',  si papa' guarda come ho imparato"

E inizia una specie di balletto con lui che mima una sciata con tanto di colonna sonora a colpi di  "shhhhhhhhhhhh".
Mi si fa subito con tutti i pantaloni e crollo immediatamente, intenerito abbestia.

Mi lancio per soddisfare i desiderata del novello Alberto Tomba [di cui, diciamolo, è il bonsai].
Mi faccio due conti, sollecito gli amici con cui eravamo andati a capodanno e con cui eravamo rimasti con una mezza intenzione, chiamo vari alberghi, non trovo un cazzo.
Un altro amico trova, nonostante sia  un periodo infernale lavorativamente mi organizzo e prendo ferie, lavo tutto il necessaire sciistico del principino e mi preparo all'evento.

L'altro ieri la madre laconica al telefono  "Matteo ha una brutta tosse".

Dilemma.
Lo porto. Non lo porto. In fondo è solo tosse. Ma se poi s'ammala definitivamente come cazzo faccio.  Il dolore al culo  m'e' passato e vorrei anche io riprovare a sciare. Vabbe' vediamo come sta mercoledi' e poi decido.

Le maestre di MMatteo chiudono ieri la questione intimando alla madre di venirselo a prendere perchè la bestiola piu' che tossire, raglia.
Spiego agli amici che l'animalozzo sta male,  mi innervosisco perché subdoro che i miei amici pensano ad una mia scusa, chiamo miagolando l'albergo per disdire.

Oggi poi mi incazzo subito di prima mattina come una faina con la madre che mi attacca il telefono in faccia mentre sono in farmacia e non mi rende noto che non devo comprare 30 euro di robine per l'aereosol.
Arrivo a lavoro e mi re-incazzo con la sunnominata madre perché , pur sapendo che oggi ero inchiodato da delle riunioni di lavoro ineludibili e nonostante  MMatteo stesse male , l'ha portato lo stesso all'asilo perché, come tutte le volte che il piccolo sta male, deve salvare il mondo da un'invasione aliena "e proprio non posso tenerlo".
Mi re-re-incazzo con la madre in primo pomeriggio perchè la madre mi sottopone un programma demente di sballottamento del nano malato nel week end a colpi di  "prendo il piccolo ti riporto il piccolo".
Acchiappo un taxi volo a prendere lo gnomo dove la madre mi attende con nano e annesso un sacco della spesa pieno di giocattoli e qualche vestito dello gnomo che le ho richiesto indietro.
Carico come un mulo filo a fare la spesa perchè non ho un cazzo a casa e lo inseguo per tutto il supermercato mentre stringe una confezione di nutella urlando "ho una fame terribile, ti prego papa'".
Arrivo a casa e, dopo aver consultato il piccolo su una doccia, demordo e gli monto la macchinina elettrica fighissima che gli hanno regalato alcuni amici, scopro che devo caricare le batterie e il piccolo mi guarda tra l'affranto e l'astioso come se fossi saltato sulla macchinina con un ghigno sadico.
Mi re-re-re-incazzo con la madre perchè aprendo il sacco dei vestiti scopro che mi ha dato dei pantaloni che sa bene che oramai non stanno piu' al piccolo.
Tampono la fame da Tirannosauro Rex del piccolo con una suntuosa focaccina di cui è tossico e, mentre sfrigola un filetto di Angus da 3 etti per lui, il piccolo "muore" [come da foto scattata in real time].
Me lo carico, lo metto a letto, lo spoglio, spalmo il suo petto tossicchiante di Vics Vaporub, lo pigiaminizzo con un match di lotta grecoromana e, dopo aver passato un quarto d'ora a tentare di levarmi quella pece resinosa dalle mani, torno in sala dove mestamente mi mangio il suo filetto e i suoi pomodori ormai gelati.

Considerazione finale della giornata:
Meglio il colera a me che la tosse a lui
.
postato da: bloggoanchio alle ore 23:07 | permalink |
tags: cazzeggio, mmatteo, ffamiglia
|

Ohibò

Filomeno Viscido con le sue fantasmagorie  politiche ha riaperto bottega.
postato da: bloggoanchio alle ore 22:06 | permalink |
tags: amici, altri blog

Fiera del Libro 2008 - "e dunque della Nakba contro la popolazione palestinese"

I fatti sono inequivocabili a gennaio dell'anno scorso l'ufficio stampa della Fiera Internazionale del Libro comunica che la manifestazione del 2008 sarà dedicata all'Egitto.

A fine 2007 qualcuno scopre che il il 14 maggio 2008 è il sessantesimo della nascita di Israele e decide, tardivamente e senza considerare l'impegno pregresso nonché le inevitabili polemiche, di titolare l'evento all'editoria e agli autori Israeliani.

Immediatamente scoppia la cagnara, a prescindere.

Infatti, ancora prima che si sappia della gaffe sull'Egitto, inizia a urlaracchiare al boicottaggio  con questo articolo il gran visir di tutti gli "antisionisti" di governo: Maurizio Musolino dei Comunisti Italiani.
Per capirsi Musolino,  è quel minus habens della sinistra italiana che, pur definendosi comunista,  incontra in pompa magna i carcerieri dei comunisti siriani  o scrive libri agiografici su Hezbollah, quel "partito di Dio" che, anche chi invita al boicottaggio di Israele, denuncia per aver  allegramente sterminato i vertici del Partito Comunista libanese e per quella sua natura integralista-religiosa antitetica alla sinistra.

La follia del suo intervento censorio su un evento culturale è talmente macroscopica che persino due testate, che notoriamente appoggiano in maniera bovina qualsiasi posizione anti-israeliana,  intervengono nelle figure autorevoli di Stefania Podda su Liberazione e di Valentino Parlato sul Manifesto.
I due prendono immediatamente le distanze da chi confonde boicottaggio culturale con azione politica e, invitando ad un serio ragionamento di sinistra, si infilano immediatamente in un ginepraio di polemiche.

Gia' ormai la lunga marcia del fronte becero-antisionista è partita lancia in resta.
Pochi giorni fa, "Forum Palestina" ,il mirabolante contenitore di tutto lo sciocchezzaio luogocomunista antisionista per usare un eufemismo, fa lo scoopone sul casino fatto dall'ente organizzatore  della Fiera del Libro ed esordisce con un roboante:
"La Fiera del Libro di Torino del 2008 doveva essere dedicata all'Egitto ed invece è stata dedicata a Israele per dare rilievo alle celebrazioni del sessantesimo anno della sua nascita come Stato (e dunque della Nakba contro la popolazione palestinese)."

Questo blog, è stato colto da un attacco di riso convulso alla lettura della rilevatoria affermazione "e dunque della Nakba contro la popolazione palestinese" .
Un'affermazione cosi' palesemente forzosa e mistificante da definire come strumentale, sin dagli esordi , sta vibrata protesta.

E, dato che questo è un blog un po' grezzo e sgrammaticato,  per il momento fa suo l'intervento del compagno David Bidussa.
Intervento che vi invito a leggere con grande attenzione perché non ne sbaglia mezza.

David Bidussa dal Secolo XIX di ieri

Alcune settimane fa la direzione della Fiera del Libro di Torino ha deciso che lo Stato ospite dell’edizione di quest’anno (8-12 maggio 2008) sia Israele. Certamente vi ha concorso il fatto che la produzione letteraria e saggistica israeliana rappresenti oggi uno scenario di grande interesse e di notevole qualità. Tanto per i suoi narratori più noti (A. Oz, D.Grossmann, A. B. Yehoshua), quanto per una saggistica di vario genere certamente interessante: dalla storiografia (Sternhell, Segev, Zertal, Barnavi, Morris, Pappe, Greilsammer) alla filosofia (Avishai Margalit,), ma anche perché c’è lo spazio perché uno degli intellettuali più rappresentativi del mondo palestinese israeliano sia in grado di esprimersi liberamente. Si tratta di Sayed Kashua, autore di romanzi, editorialista di punta del quotidiano “Haaretz” e da alcune settimane ideatore di una soap opera in prima serata sul canale 2 della televisione israeliana che ha per protagonista il mondo arabo-israeliano.

Sarebbe positivo che le molte anime culturali e politiche, ma anche etniche e linguistiche di Israele fossero presenti a Torino. Israele è oggi un paese che al di là dei conflitti interni che ha – anche a sfondo etnico - è una realtà in cui il confronto interno è aperto, concreto e, soprattutto, libero. Una realtà politica in cui molte voci, anche scomode e perturbanti per l’establishment, si esprimono o comunque hanno spazio; un contesto in cui coabitano problematicamente, molte culture e che ha fatto della propria
crisi culturale - prima ancora che sociale e politica – un tema di discussione pubblica: nel cinema, in musica, nella letteratura. Una crisi che prima di tutto ha per tema la propria identità.

Perché è bene osservare e ricordare questi dati? Perché al solito, secondo un vecchio vizio molto italiano, e comunque molto diffuso nella cultura della sinistra italiana, è partito un dibattito in cui si chiede a gran voce il boicottaggio dell’iniziativa della Fiera del Libro, in nome e in conseguenza del giudizio politico negativo che si esprime su Israele. Il luogo in cui questo dibattito si concentrato è il Manifesto. Un dibattito che ha un presupposto e tre idee.

Presupposto: la banalizzazione della memoria della shoah. Un argomento che in Italia non riguarda solo la destra, o una parte consistente del mondo cattolico, ma che coinvolge anche la sinistra. Tutti e tre seguono lo stesso schema: quello di ritenere che la shoah sia un alibi per non affrontare le questioni “scottanti”: per esempio la “presunta” Lobby, o la questione palestinese legittimando, così, l’oppressione nei territori occupati.

Prima idea. La raffigurazione di Israele come apartheid. Un tema che in parte Valentino Parlato – ma anche lui molto confusamente e comunque confermando e reiterando una parte di quella banalizzazione diffusa a sinistra – ha provato ad arginare con un suo intervento il 24 gennaio, ma che non solo non ha registrato mutamenti significativi, ma che lo ha visto decisamente minoritario nel suo giornale e nei suoi lettori che lo hanno accusato di “tradimento”.

Seconda idea. Per poter parlare e discutere della realtà culturale di Israele alla Fiera del Libro occorre coinvolgere anche l’Anp. Il principio che passa dietro a questa proposta non è una misura di par condicio culturale di due mondi che alla fine sono molto intrecciati. E’ l’idea che Israele non è uno Stato. Esiste e ha diritto a esistere solo come parte di uno Stato che ancora non c’è e che si chiamerebbe “Stato binazionale di Palestina”. Un disegno politico dissolto settanta anni fa con la rivolta nel 1936-1939, e la cui morte è stata sancita dall’Onu con il voto di spartizione del novembre 1947. Comunque un progetto non voluto né dalla
leadership politica ebraica sionista, né da quella araba e palestinese.

Terza idea. Coloro che criticano la realtà israeliana dall’interno e che sostengono il profilo culturale dell’ “Israele buona” (in breve, Oz, Grossmann, Yehoshua), hanno una sorta di “lingua biforcuta” Essi, infatti non sarebbero che le punte di una cultura con cui l’Occidente si identifica e attraverso i quali continua a mantenere uno sguardo compassionevole verso i palestinesi, attori minori e comunque subalterni. Un mondo politico e umano, quello palestinese, che così finisce per essere non solo
deresponsabilizzato, ma anche assolto da una condizione politica a da un’impasse su cui – questa volta sì - per par condicio non ha meno responsabilità dei suo avversari e nemici storici.

Ultima questione. Finora nessun editore ha preso la parola. Perché?
martedì, 29 gennaio 2008

Fratelli Europei: Invadeteci

Da Annarella [aka The Facebook Victim]  raccolgo e rilancio un appello di Mente Critica assolutamente condivisibile.

Fratelli Europei: Invadeteci

SOS Invadeteci!

lunedì, 28 gennaio 2008

All'utente che...

è arrivato su questo venerabile blog con la chiave di ricerca "Perché gli ebrei sono cosi' ricchi" di farmi sapere che esito ha avuto la sua ricerca perché io ed alcuni amici sono anni che la sentiamo  ma nun avemo fatto mezzo euro.

postato da: bloggoanchio alle ore 17:52 | permalink |
tags: cose buffe, cialtroni, antisemitismo