
Sabato sera un dolorino a cena mentre mangiavo, liquidato velocemente con un
Synflex.
Ieri, l'inferno.
La doverosa premessa è che questo blog generalmente fa parte della stolida categoria mascolina de
"Il dolore? Pfui! Siam qui mica per piagnucolare".
Più che stoicismo è un vezzo assolutamente pessimo che m'ha sempre portato a sottovalutare gli acciacchi con conseguenze nefaste tipo uno strappo muscolare preso per tirare su MMatteo che, non curato, è diventato infiammazione al nervo sciatico che m'ha costretto a una doppietta di iniezioni al giorno per una settimana e altre amenità del genere.
Fatto sta che mentre lavoravo ieri pomeriggio il dente ricomincia a farmi un male bastardo, prendo un Synflex.
Passa un'oretta...un cazzo... ne prendo un'altro...un cazzo di nuovo.. passa un'altra ora... niente...terzo pasticcone...nessun giovamento.
Che mi stia suggestionando? Penso con disapprovazione verso me stesso.
Bueno..allora cerco di distrarmi. Mi illudo
Mi rimetto prima a lavorare come un somaro e, a seguire, mi suppo un pallossisimo film:
Sunshine [lo sconsiglio vivamente...].
Niente da fare, arrivo alle 3 di notte dolorante, incazzato come mamma tigre coi denti a sciabola che vede qualcuno prendere a calci in culo i suoi cuccioli e, principalmente, senza la minima percezione di una via d'uscita.
Poi...poi dai meandri della mia memoria emerge il ricordo che nella mia naja modello
"Deserto dei Tartari", in un distaccamento ai confini montani con l'ex Yugoslavia, per sfuggire il dentista militare avevo affrontato un terrificante mal di denti a colpi di cordiale, un orrendo superalcolico in bustine monoporzione in dotazione all'Esercito Italiano.
Per diversi giorni avevo tirato avanti cosi' prima di ottenere una licenza e filare dal mio dentista romano.
Ora...questo blog non è astemio e ha anche una notevole, quanto insana, passione per i distillati che tiene saggiamente fuori casa.
Ma mentre maledico il mio buon senso ai limiti del quacchero.... una scatolina si appalesa di fronte ai miei occhi.
E' lei! La
grappa Secolo di Domenis in fialette monodose che mi ha regalato il mio amico
Palmiro Pangloss sapendo che ne sono ghiotto.
Due fialette schiaffate sul dente dolorante...e finalmente il sonno.
Oggi mentre concionavo sulla bontà del rimedio con tono
"Hai visto quanto sono maschio, e questo è niente. Ne vogliamo parlare" con la mia dentista bella [che però mi aveva testè diagnosticato, con un'espressione di oscena cupidigia negli occhi che ne deturpava i tratti gentili...un ascesso, un granuloma e un'otturazione saltata] non ho potuto quindi non pensare con infinita riconoscenza al buon
Palmiro e il suo indiretto Soccorso Rozzo.
Dopodiché sotto choc per l'esoso assegnone che nel contempo ho dovuto compilare .. ho abbandonato il coté maschione e mi sono congedato dalla mia dentista bella e dalla sua assistente apostrofandole con un significativo
"Ragazze è stato bellissimo, adoro questo centro di massaggi Thai..ci si vede mercoledi'".
Per ridere la dentista bonazza ha riso eh?
Ma parallelamente ho notato un supplemento di espressione tendente al crudele e non mi abbandona la sensazione che mercoledì ci sarà un remake
della famosa scena de Il Maratoneta.
E con il sottoscritto nel ruolo che fu di Dustin Hoffman...
Perché non sto mai zitto..perché?

Scattata dal mio terrazzo oggi mentre nell'afa pomeridiana mi fumavo una sigaretta.
Mi scuso per la pessima qualità, la foto è stata fatta con il cellulare.
Ma l'immagine è chiara, ormai siamo oltre il giardino: ora abbiamo il
"Nano da terrazzo"
Una seria riflessione si pone internamente al
Fronte di Liberazione dei Nani da Giardino.
L'autore di questo MIRABILE intervento su Usenet è il mio amico Paolo Levi Sandri.
Perchè la blogosfera non dimentichi che non bastano du' foto e 'na musichetta!
da it.fan.culo
Il ministro Maroni decide di prendere le impronte digitali ai bambini rom, subito spalleggiato dai sindaci delle due principali città italiane. Il coretto di accompagnamento alla misura proposta recita: "prendere le impronte digitali ai bambini rom non è una schedatura etnica".
Sulla falsariga di quanto dichiarato si è venuta a creare una vera e propria scuola di pensiero che chiameremo il noneismo e che consiste nel dichiarare falso quanto si va facendo per vero, come una specie di assoluzione preventiva. Un po' come ai bei tempi quando si dichiarava preventivamente di avere parecchi amici ebrei prima di sostenere la necessità di radere al suolo quel loro cazzo di paese di merda, ma più raffinata, come tecnica.
Col solo scopo di agevolare il lettore quando si troverà nella necessità di utilizzare questa nuova arma dialettica, vengono di seguito proposte alcune delle più probabili e più frequenti situazioni per le quali l'acrobazia diniegatoria del noneismo dispiega in pieno la propria efficacia, lasciando interdetto l'interlocutore di turno.
- ehi Carlo! si dice in giro che tua moglie se la spassa coll'idraulico mentre sei in ufficio e se non c'è l'idraulico, coll'elettricista.
- è vero Mario, mia moglie se la fa coll'idraulico e coll'elettricista e talora con entrambi mentre sono in ufficio, ma questo non significa che io sia cornuto.
- ehi Carlo! perché prendi a calci nel sedere quel piccolo bambino calabrese?
- Vedi Mario, il fatto che io pigli a calcinculo questo lurido sgorbio meridionale e puzzolente e che con lui prenderei a calci tutta la famiglia sua li mortacci loro non significa che io sia razzista.
- ehi Carlo! ho visto tua sorella sulla tangenziale vicino a un falò vestita come una troia. Da quando fa la puttana?
- Mario, come sei sempre semplicistico e quasi ingenuo nelle tue avventate deduzioni. Mia sorella, è vero, fa sesso a pagamento adescando camionisti sulla tangenziale, ma da lì a dire che è una prostituna ce ne passa.
- Carlo! cosa fai in giro a quest'ora che c'è il coprifuoco e girano le pattuglie dell'esercito?
- Mario, suvvia, faccio quello che fai anche tu. Vado in giro cercando di non farmi prendere. Ma non mi dirai che ti sei bevuta la frottola che si tratterebbe di un colpo di stato, vero?
- Carlo! gli amici del bar dicono che sei stato visto mentre caricavi un transessuale caraibico in macchina, ierisera.
- senti Mario, te lo dico col cuore in mano, da amico a amico. Il fatto che mi piaccia succhiare il cazzo per poi prenderlo a fondo in culo non implica automaticamente che io sia frocio, no?
- ehi Carlo! che ci fa la guardia di finanza nella tua azienda?
- Mario! io non so dove andremo a finire se le cose continuano così. Questi si sono incaponiti con una faccenda marginale di fatture false facendo intendere surrettiziamente che questo implicherebbe, addirittura, che io sia un evasore fiscale. Ma si può?
- ehi Carlo! hai visto Mario?
- vedi Luigi, Mario, secondo me, tanto brava persona eh? Ma è un po' che non lo vedo, il che, ovviamente, non significa minimamente che io lo abbia sciolto nel muriatico perché faceva troppe domande, lo stronzo.
(disclaimer. I nomi di Carlo, Mario e Luigi sono nomi di fantasia, i primi che mi sono venuti in mente, specialmente Carlo. Chi dovesse sostenere per assurdo che abbia utilizzato il nome Carlo pensando a Carlo compie un'operazione iperbolica che non ha alcuna attinenza colla realtà delle cose che stanno come stanno, non so se mi si piega)
-p-
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et maintenant, en route vers de nouvelles aventures.
Il piccolo Bardo Meneghino
Oggi, mentre accompagnavo a scuola lo gnomo sento canticchiare.
Rallento il passo per sentire cosa stava cantando.
Vocina:
"Ho vist’ un rè. Se l’ha vist cus’è?"
Il padre, cresciuto a Campo de' Fiori, ha sussultato, dolente.
Faccina di culo
Maestra Romina: - Guardi glielo devo proprio raccontare cosa ha fatto MMatteo
Io pensando *o madonna chissà che cazzo ha combinato*:-
Mi dica pure
Maestra Romina:
Ieri era bello vivace e ad un certo punto gli ho detto "MMatteo vai un po' due classi più in la' dal maestro Alberto che oggi proprio non ti sopporto". Sa che ha fatto? S'e' affacciato alla porta della classe della maestra Daniela qui accanto e agitando la manina e gli ha urlato "Maestra Daniela oggi v'e' andata bene!!"
Pare che Maestra Romina si sia sentita poco bene per la susseguente crisi di riso convulso.