
Sono settimane che ci penso, sarà una cazzata ma io questo rischio lo vedo e
i primi segnali ci sono già stati, liquidati nell'analisi a sinistra troppo frettolosamente.
Parlo di una nuova stagione possibile del terrorismo.
Aspettate a scuotere la testa dubbiosi, e ponetevi la domanda se nel vuoto delle rappresentanze politiche e sindacali, all'interno di una crisi economica non gestita sin dai suoi esordi, in uno stato ormai completamente guidato dal riflusso di quei 4 diritti che si pensava di aver conseguito, magari dopo un movimento di piazza ben represso..ponetevi la domanda se qualcuno non potrebbe avere l'impennata di ingegno di pensare che sparare ai politici sia l'unica strada possibile per la ripresa dell'avanzamento sociale e politico di questo paese.
Non penso che "domani" sia possibile, ci vorrà ancora qualche tempo: del resto la stretta sociale delle nostre destre ancora non ha raggiunto il suo apice, la crisi economica è solo ai suoi esordi e ancora la sinistra, o cio' che ne rimane, si illude.
Già si illude che
riempiendo "Piazza Farnese" si possa in qualche misura resistere efficacemente a questa
Restaurazione [termine antico ma che mai come ora si attualizza] che sta seppellendo diritti individuali e collettivi.
C'e' un vuoto, un baratro, incredibile a sinistra e mi spaventa.
E se qualcuno sbarellerà e penserà che con la violenza si risolve qualcosa sarà la logica, diretta, lineare conseguenza del non agire concretamente di questo motore immobile che è la sinistra italiana.
Già, avete letto bene.
Non conseguenza di chi restaura, questo è il suo "mestiere" nella politica e "missione" nella religione , ma di chi appare completamente incapace di darsi un progetto alternativo.
Parlo in primis del PD, ovviamente, che in questi giorni ha confermato nel suo panico frettoloso, nell'espressa volontà di mantenere un equilibrio gia' spezzato al suo interno, nel reiterare, non andando a Primarie e congresso, questa sua inettitudine proporre un minimum set di diversa possibilità a cui l'Italia possa guardare con fiducia e adesione.
Parlo di un sindacato che non riesce ad arginare la diffusa precarietà e la montante disoccupazione tragicamente assiso sulla rendita di posizione sui milioni di iscritti allo
SPI, sui dipendenti del pubblico impiego e su tutti quei soggetti del mondo del lavoro che stanno estinguendosi.
Parlo della sinistra post comunista che trasuda obsolescenza e inadeguatezza nel leggere le sue posizioni, parole d'ordine ed affermazioni..
Parlo di questa sinistra che nel suo complesso incredibilmente non è capace di aggregarsi attorno ad un laico, deciso, chiaro progetto riformatore di ispirazione socialdemocratica creando un vuoto di rappresentanza inaudito e che, personalmente, mi sta conducendo al non voto.
Ma io, bene o male, sono socialmente protetto.
Ma a cosa condurrà questo vuoto a chi, oltre a non essere rappresentato, non è neanche socialmente protetto?
Quando quest'onda, incontrastata dall'attuale sinistra, di distruzione dello stato sociale, di un'equa distribuzione del benessere, di negazione di ogni progetto individuale avrà portato a termine il suo percorso...come reagiranno le fasce sociali piu' deboli di questo paese in assenza di una risposta della sinistra democratica?
Queste domande mi si ripresentano continuamente e non trovo risposte che non siano agghiaccianti.