Il primo
Il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano ha detto
"Possiamo combattere con successo ... ogni rigurgito di antisemitismo. Anche quando esso si travesta da antisionismo" inteso come "negazione (della) sicurezza" dello stato ebraico, "al di là dei governi che si alternano nella guida di Israele" .
Sono parole lineari, chiare, che non si appiattiscono su un appoggio aprioristico su ogni forma di governo di Israele. Sono delle parole che si limitano a ribadire due dati di realtà : ovvero il diritto all'esistenza dello Stato d'Israele e quel distinguo che intercorre tra la critica democratica, anche aspra, anche netta, e quella generalizzazione, quel negare a priori un diritto acquisito, proprio a ogni razzismo.
Sono delle parole assolutamente banali.
Parole che non dovrebbero, come purtroppo sta avvenendo, colpire chi, come questo blog sionista , non esita a definire islamofobo o razzista chi, in occidente, non si limita alla critica verso determinate forme di governo/politiche arabe o persiane ma generalizza, dando un'accezione negativa, alla parola"mussulmani/arabi/islamici".
Il secondo
La Legge Mastella è un Coup De Théâtre tanto inutile quanto dannoso: sortisce solo l'effetto di dare rilievo ad un pensiero marginale, nonché frantumato da evidenze di ogni genere e tipo, chiamato "Negazionismo della Shoa".
Questo blog non ama l'utilizzo spregiudicato di tematiche importanti e dolorose per evidenti finalità mediatiche, da un governo di centro sinistra non si aspetta repressione ma cultura.
Pensa che l'opposizione al negazionismo, come sottolinea correttamente Walter Veltroni:
"non sia un problema di prevedere pene per chi sostiene quelle tesi; il problema e' di clima culturale, di insegnamento nelle scuole, di educazione alla memoria. E' questa - conclude Veltroni - la strada principale. Comprendo la buona intenzione, ma lo strumento non e' quello giusto".