
Era il 14 febbraio del 1929.
Il mio pro-zio Ralh Forte era all'ascolto delle radio della polizia a Chicago nella locale sede dell'United Press.
Era stato appena trasferito dall'Italia, cacciato dalla polizia fascista in quanto cittadino statunitense, per un articolo di colore titolato "Tutti ubbidiscono a Mussolini tranne i gatti" [una buffa storia sui gatti del Foro romano che Mussolini aveva fatto portare ad Ostia antica e che se ne erano tornati a Roma alla chetichella].
L'ascolto dei canali radio della polizia era il lavoro meno gratificante, si limitava al comunicare al caporedattore eventuali accadimenti di rilievo che a sua volta avrebbe spedito il reporter di turno a scrivere il suo pezzo. Le leggende di famiglia parlano della notte ma, molto più probabilmente fu nel tardo pomeriggio, le radio della polizia iniziarono a comunicare che in un garage al 2122 di N. Clark Street, vicino Lincoln Park nel North Side erano stati trovati i cadaveri crivellati di 7 gangster.
Era quella che poi venne successivamente chiamata "La strage di San Valentino".
Il giovane Ralph, non disse niente a nessuno, mise un commesso alla radio e volò in Clark Street.
Allora la radio era una rarità anche nelle redazioni dei giornali, evidentemente altri ritardarono e fu il primo reporter ad arrivare sul luogo.
E da li' la leggenda familiare fa partire la fulminante e straordinaria
carriera giornalistica di zio Ralph terminata in Spagna.
Ma di lui ne riparleremo, perché merita.